giovedì, maggio 29, 2008

Se perdevamo anche questo...

Salve amici, quante ne sono successe in questo periodo, uno dei più pazzi della mia vita! Non sono più in Finlandia e non ci tornerò per un po', adesso un ultimo giro per l'Europa e poi si torna a casa, ansioso di rivedere vecchi amici.
Vorrei descrivere un agiornata particolare, la domenica dello scudetto. Mi trovavo a Stoccolma e dovevo rientrare in Finlandia. Sapevo che in Italia si giocavano due matches molto importanti ma mi ero ripromesso di non telefonare per sapere i risultati.
Non facevo altro che pensare alla pertita, quando ad un certo punto, ho visto un ragazzo svedese che indossava una maglietta nerazzurra. Ho pensato tra me e me:"Sarà mica un segno?"
Arrivato sulla nave, dopo un'oretta ho deciso di telefonare a casa per sapere ed ho avuto la bella notizia. Non c'è stato un nuovo 5 maggio (che ormai è ricordato per la sconfitta dell'Inter e non per la morte di Napoleone) e posso tornare a casa (se fosse andata diversamente avrei fatto meglio a restarmene qua per almeno 3 anni).
La cosa strana è che lo scudetto ce lo ha fatto vincere uno che a me non piace particolarmente, Ibrahimovic, uno svedese, proprio mentre io ero nella capitale del suo Paese.
Onore alla Juve per l'ottimo campionato e grazie al Milan che, non qualificandosi per la Champions, ha addolcito ancora di più la mia giornata. Perché il fatto che non si siano qualificati mi rende molto felice, soprattutto perché ogni cosa che va male per il loro presidente è cosa buona e giusta (scherzo naturalmente). Adesso non li fanno più gli spiritosi come l'anno scorso dopo la vittoria della Coppa.
In uno spettacolo Grillo disse che bisognerebbe cominciare ad odiare il calcio e forse ha anche ragione però come si fa?
Io lo seguo di meno che in passato, anche per mancanza di tempo, ma non riesco a distaccarmene. Ricordo una frase letta da qualche parte:"Puoi cambiare fidanzata ma non potrai mai cambiare madre e squadra di calcio"... anche se questa è l'Inter che, per definizione, mi deve sempre fare "avvelenare il sangue".
Amala, pazza Inter amala.

martedì, maggio 13, 2008

Aria di editto?

Salve amici teleblogatori, non ci si può distrarre un attimo che succede il finimondo, in un cesso di Paese di mia conoscenza.
Accade che un Giornalista venga invitato in una trasmissione televisiva, condotta da un altro giornalista, il cosiddetto "timido", molto meno coraggioso e professionale.
Accade che a ogni parola del Giornalista (quello vero), il conduttore prenda le distanze, corregga, puntualizzi e, alla fine, spaventato della chiusura della sua trasmissione (arriverà, arriverà, non si preoccupi), dica:"Lo sai, io non sono mai d'accordo con te, nemmeno ci provo più".
Accade che Travaglio (questo è il cognome del nostro eroe), citi un libro i Lirio Abate, giornalista che si occupa di mafia e, che per questo motivo, vive sotto scorta con i mafiosi pronti a fargli la pelle prima possibile.
Cosa ha detto Travaglio durante la trasmissione "Che Tempo che Fa" (non credo bel tempo purtroppo)?
Bhe, amici, ha detto che il presidente del Senato, seconda carica dello Stato (ma di quale Stato stiamo parlando?), ha avuto frequentazioni con molti mafiosi, tra cui un fedelissimo di Provenzano.
Se queste cose Lirio Abate le scrive nel suo libro, nessun problema, se Marco le dice in Tv è uno scandalo e il programma deve essere chiuso, ovvio. Ci sarà un altro editto bulgaro, stavolta senza bisogno di andare in Bulgaria, che poi verrà negato a distanza di 5-6 anni ... perché il popolo italiano, notoriamente, non è molto lucido e ha poca memoria.
Immagino la scena, il nano davanti a un giornalista zerbino (Riotta, Fede, Mentana, Vespa, Mimun ecc., uno o l'altro non fa differenza), che ripeterà di essere l'editore più liberale d'Italia e che non voleva cacciare nessuno dalla TV.
Questi comunisti (anche se non ci sono più ed anche se lui è amico ci Putin), lo fraintendono sempre...che stronzi.
Ci sarebbe troppo da scrivere ma non ne ho voglia. Ringrazio solo Marco Travaglio per il suo coraggio e la dedizione per il suo lavoro, ragion per cui è attaccato sia da destra che da sinistra (di cui fan parte i migliori alleati di Silvio).
Continua così e non mollare.