Salve a tutti, carissimi, per quanto riguarda i commenti ai post vorrei precisare che preferirei che fossero attinenti con i contenuti dei post stessi. Per esempio, dopo aver scritto ed elencato magari qualche legge su misura del premier, mi trovo un commento con neppure una parola sui fatti ma del tipo:"Adesso ci salverà" oppure "Ma come ci si fa a fidare di Marco Travaglio?", ecc.
Comunque ognuno può scrivere quello che vuole, non ho mai censurato un commento in quasi due anni di blog.
Vorrei adesso proporre poche righe dell'Economist a proposito di colui che ci deve "salvare", il quale ha affermato di aver fatto sparire i rifiuti a Napoli (infatti dai telegiornali sono spariti nel senso che non ne parlano più) e di essere "l'unico con l'autorevolezza e l'esperienza necessarie per affrontare situazioni difficili". Perché, amici, noi abbiamo la fortuna di avere un primo ministro che non conosce l'Inglese e non sa usare internet (per sua ammissione) e questo per un Paese moderno è il massimo.
Tornando all'Economist, ecco cosa scrive:
"Il nuovo governo Berlusconi sta diventando depressivamente uguale al precedente - si legge in un articolo - a dieci settimane dal giuramento l'agenda politica è dominata piú che mai dai suoi interessi personali ed aziendali. Nessun dibattito invece sulle misure di liberalizzazione di cui l'economia italiana ha un disperato bisogno. La nave viene spinta verso gli scogli il suo capitano è occupato in altre questioni".
Già, che fine hanno fatto le liberalizzazioni di cui parlava tanto? Si vede che non ha tempo perché adesso deve pensare a distruggere la Giustizia.
A parte questo, ricordo che quando è stato, ahimè, a Cosenza (io ero all'estero ma anche se fossi stato in Italia figuratevi se lo andavo a vedere), i poliziotti cantavano la sua canzone demenziale, ignorando il fatto che le forze dell'ordine dovrebbero almeno fare finta di essere neutrali e misconoscendo probabilmente la vergogna.
Adesso, a distanza di 3 mesi, cosa vengo a sapere? Che il grande Silvio sta per diminuire i finanziamenti alla ricerca, alla Giustizia (ma questo melo aspettavo) e alle forze dell'ordine, che adesso, però, protestano. Ieri, infatti, i sindacati della Polizia manifestavano in una piazza (l'ho visto in TV).
Andiamo, ragazzi, il vostro eroe è tornato e non cantate più? Coerentemente con la sua politica della "sicurezza" sta per ridurre le intercettazioni, far saltare 100000 processi e ridurre il numero di poliziotti e carabinieri sulle strade. Non vi sentite tutti molto più sicuri?
venerdì, luglio 18, 2008
mercoledì, luglio 16, 2008
Gianfranco Funari
Buonasera a tutti, cari teleblogatori, che caldo che fa! Mi sembra chiaro che ci avviciniamo ogni giorno di più verso il regime e, per fare un parallelismo, potremmo dire che, come nel fascismo ogni articolo di giornale era un po' più fascista di quello del giorno precedente, da circa 15 anni a questa parte ogni legge è un po' più antidemocratica della precedente (non solo le leggi fatte da Berlusconi ma anche quelle della cosiddetta opposizioni).
Adesso abbiamo perso anche uno dei pochi uomini liberi della TV, che naturalmente è stato censurato non poche volte, Gianfranco Funari.
Di lui, Marco Travaglio ha scritto cose come queste (sono solo estratti di un suo articolo):
"La prima volta che si fece vivo ero appena stato al Satyricon di Luttazzi, marzo 2001: «Ora quello rivince e ci fa un culo così. Io ci sono già passato, adesso tocca a te. Ma, quando vuoi, il mio programma per te è sempre aperto».
Per cinque anni casa Funari fu per me l’unica porta aperta in tv, o quasi. Nello studiolo disadorno di Odeon, alle porte di Milano, capii che quell’omino barbuto e tossicchiante, aggrappato al bastone e all’eterna sigaretta, era un grande della tv.
Nella sua vita aveva guadagnato molti soldi, ma non vi era attaccato. E questo era il suo segreto, oltre al fiuto felino che gli faceva annusare in anticipo quel che «sente la gente». Perciò piaceva così tanto agli italiani semplici. Perciò Berlusconi l’aveva voluto con sé e per lo stesso motivo l’aveva poi cacciato per ordine «del Principe», cioè di Craxi. Perciò la cultura ufficiale lo snobbava, anche se per la cultura ha fatto più lui di cento professoroni (o forse proprio per questo).
Ieri è morto un uomo libero.
E la televisione italiana, da oggi, è ancora meno libera".
Alcune reazioni alla sua morte mi hanno fatto davvero girare le palle per la loro ipocrisia.
Se per esempio, Fede almeno si dimostra con coerenza la solita merda che è sempre stato, dicendo che Funari era irrispettoso verso il potere...poverino, quando qualcuno parla male del suo padrone si infuria sempre (anche di Montanelli disse e dice cose vergognose), altri si sono lasciati andare a lodi così sperticate quanto false.
Costanzo dice che Funari era un uomo libero, un signore ecc., facendo finta di dimenticare l'opinione (pessima) che Gianfranco aveva di lui e di altri soggetti come Vespa.
Qualcun altro, come quella faccia di schiaffi di Sgarbi, ha detto che Funari ha anticipato i reality show, i quali sono tutti una finta (ormai lo sanno anche i bambini ma non gli adulti poco cresciuti) al contrario di lui che era autentico.
Insomma, sono sempre i migliori che sene vanno...avrebbero potuto andarsene molti (pseudo)giornalisti e (pseudo)conduttori al servizio del padrone dell'Italia e invece è morto uno dei pochi uomini liberi.
Alla prossima amici carissimi...e non litigate attraverso i commenti.
Adesso abbiamo perso anche uno dei pochi uomini liberi della TV, che naturalmente è stato censurato non poche volte, Gianfranco Funari.
Di lui, Marco Travaglio ha scritto cose come queste (sono solo estratti di un suo articolo):
"La prima volta che si fece vivo ero appena stato al Satyricon di Luttazzi, marzo 2001: «Ora quello rivince e ci fa un culo così. Io ci sono già passato, adesso tocca a te. Ma, quando vuoi, il mio programma per te è sempre aperto».
Per cinque anni casa Funari fu per me l’unica porta aperta in tv, o quasi. Nello studiolo disadorno di Odeon, alle porte di Milano, capii che quell’omino barbuto e tossicchiante, aggrappato al bastone e all’eterna sigaretta, era un grande della tv.
Nella sua vita aveva guadagnato molti soldi, ma non vi era attaccato. E questo era il suo segreto, oltre al fiuto felino che gli faceva annusare in anticipo quel che «sente la gente». Perciò piaceva così tanto agli italiani semplici. Perciò Berlusconi l’aveva voluto con sé e per lo stesso motivo l’aveva poi cacciato per ordine «del Principe», cioè di Craxi. Perciò la cultura ufficiale lo snobbava, anche se per la cultura ha fatto più lui di cento professoroni (o forse proprio per questo).
Ieri è morto un uomo libero.
E la televisione italiana, da oggi, è ancora meno libera".
Alcune reazioni alla sua morte mi hanno fatto davvero girare le palle per la loro ipocrisia.
Se per esempio, Fede almeno si dimostra con coerenza la solita merda che è sempre stato, dicendo che Funari era irrispettoso verso il potere...poverino, quando qualcuno parla male del suo padrone si infuria sempre (anche di Montanelli disse e dice cose vergognose), altri si sono lasciati andare a lodi così sperticate quanto false.
Costanzo dice che Funari era un uomo libero, un signore ecc., facendo finta di dimenticare l'opinione (pessima) che Gianfranco aveva di lui e di altri soggetti come Vespa.
Qualcun altro, come quella faccia di schiaffi di Sgarbi, ha detto che Funari ha anticipato i reality show, i quali sono tutti una finta (ormai lo sanno anche i bambini ma non gli adulti poco cresciuti) al contrario di lui che era autentico.
Insomma, sono sempre i migliori che sene vanno...avrebbero potuto andarsene molti (pseudo)giornalisti e (pseudo)conduttori al servizio del padrone dell'Italia e invece è morto uno dei pochi uomini liberi.
Alla prossima amici carissimi...e non litigate attraverso i commenti.
martedì, luglio 08, 2008
Il molleggiato ha perso smalto?
Buonasera a tutti cari amici, finalmente un po' di tempo per scrivere, con questo caldo infernale.
Ce ne sarebbero di cose da dire! Al nostro nano la Costituzione proprio non piace, specialmente l'art.3 che dice che "tutti sono uguali di fronte alla legge". Lui, infatti, ha dichiarato di sentirsi "un po' più uguale degli altri" (che oltretutto è una frase che non ha senso), perché molti lo hanno votato ... quindi siccome uno è stato eletto fa il cazzo che gli pare. Ma io mi chiedo, dove siamo arrivati? Anche Stalin e Hitler avevano il consenso della maggior parte del popolo, vogliamo dire che anche loro erano grandi statisti?
Comunque alcuni si sono già pentiti di averlo votato (chissà cosa si aspettavano) e adesso si fottono, altri si sono pentiti ma non abbastanza, altri sono pentiti ma non lo possono dire perché sono militanti ... altri ancora non ci hanno capito un cazzo. Ho sentito anche dire:"secondo me sta lavorando bene", chissà cosa vorrà mai significare. Capiranno anche loro, c'è gente che ha bisogno di più tempo.
Altri ancora hanno capito tutto ma gli sta bene così perché sono dei disonesti.
Però c'è il caso di un artista che è veramente singolare. Si tratta di Adriano Celentano, il quale prima era un grosso oppositore per poi diventare quasi un amico di quell'essere che non voglio nemmeno nominare. Disse:"Silvio è cambiato"....a 70 anni. E infatti un po' lo è, adesso lo dice apertamente che ha bisogno di farsi le leggi per proteggersi il culo.
Chissà se il molleggiato, dopo 5-6 tentativi di leggi vergogna in tre mesi, ha cambiato idea.
Comunque, a proposito di Celentano, ho visto una trasmissione venerdì scorso, in televisione e mi ha colpito perché non ne ho capito il senso. Era praticamente un insieme di spettacoli vecchi suoi, intervallati dalle sue secolari pause e da canzoni. In uno di questi, diceva che i gay sono rock ma le coppie gay sono lente ... e che Zapatero è molto lento.
Da uomo libero quale penso che abbia dimostrato di essere, mi aspettavo che dicesse che i gay non sono né veloci, né rock, né pop, né lenti, ma solo che, se si fanno gli affari loro e rispettano le leggi, possono fare quello che vogliono (solo sulle adozioni sono scettico perché potrebbero provocare sconvolgimenti nella vita dei bambini).
Francamente, però, dire che Zapatero, che ha avuto il coraggio di estirpare il monopolio televisivo che Berlusconi aveva anche lì (in Italia ci riusciremo, forse, solo quando morirà) e di far capire alla Chiesa che la Spagna è uno Stato laico e non una colonia vaticana (come l'Italia), è lento... mi sembra una bestemmia, anzi una grossa cazzata.
Ad avercene come Zapatero in Italia! Non ne abbiamo nemmeno uno che ne valga la metà.
Arrivederci amici.
Ce ne sarebbero di cose da dire! Al nostro nano la Costituzione proprio non piace, specialmente l'art.3 che dice che "tutti sono uguali di fronte alla legge". Lui, infatti, ha dichiarato di sentirsi "un po' più uguale degli altri" (che oltretutto è una frase che non ha senso), perché molti lo hanno votato ... quindi siccome uno è stato eletto fa il cazzo che gli pare. Ma io mi chiedo, dove siamo arrivati? Anche Stalin e Hitler avevano il consenso della maggior parte del popolo, vogliamo dire che anche loro erano grandi statisti?
Comunque alcuni si sono già pentiti di averlo votato (chissà cosa si aspettavano) e adesso si fottono, altri si sono pentiti ma non abbastanza, altri sono pentiti ma non lo possono dire perché sono militanti ... altri ancora non ci hanno capito un cazzo. Ho sentito anche dire:"secondo me sta lavorando bene", chissà cosa vorrà mai significare. Capiranno anche loro, c'è gente che ha bisogno di più tempo.
Altri ancora hanno capito tutto ma gli sta bene così perché sono dei disonesti.
Però c'è il caso di un artista che è veramente singolare. Si tratta di Adriano Celentano, il quale prima era un grosso oppositore per poi diventare quasi un amico di quell'essere che non voglio nemmeno nominare. Disse:"Silvio è cambiato"....a 70 anni. E infatti un po' lo è, adesso lo dice apertamente che ha bisogno di farsi le leggi per proteggersi il culo.
Chissà se il molleggiato, dopo 5-6 tentativi di leggi vergogna in tre mesi, ha cambiato idea.
Comunque, a proposito di Celentano, ho visto una trasmissione venerdì scorso, in televisione e mi ha colpito perché non ne ho capito il senso. Era praticamente un insieme di spettacoli vecchi suoi, intervallati dalle sue secolari pause e da canzoni. In uno di questi, diceva che i gay sono rock ma le coppie gay sono lente ... e che Zapatero è molto lento.
Da uomo libero quale penso che abbia dimostrato di essere, mi aspettavo che dicesse che i gay non sono né veloci, né rock, né pop, né lenti, ma solo che, se si fanno gli affari loro e rispettano le leggi, possono fare quello che vogliono (solo sulle adozioni sono scettico perché potrebbero provocare sconvolgimenti nella vita dei bambini).
Francamente, però, dire che Zapatero, che ha avuto il coraggio di estirpare il monopolio televisivo che Berlusconi aveva anche lì (in Italia ci riusciremo, forse, solo quando morirà) e di far capire alla Chiesa che la Spagna è uno Stato laico e non una colonia vaticana (come l'Italia), è lento... mi sembra una bestemmia, anzi una grossa cazzata.
Ad avercene come Zapatero in Italia! Non ne abbiamo nemmeno uno che ne valga la metà.
Arrivederci amici.
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