domenica, giugno 10, 2007

Preparate le monetine (se ne avete)

Carissimi amici, come vela passate? Spero bene. Noto con molto piacere che il vento sta lentamente cambiando e adesso vi spiego a cosa mi riferisco.
Ricordo, molto fugacemente, di quando Craxi fu preso a monetine dalla folla e insultato come meritava, dopo aver rubato i miliardi dei cittadini. Per me si tratta di uno dei momenti più alti della nostra democrazia. Allora però la stampa e la televisione davano le notizie, adesso le mascherano in tutti i modi.
Ultimamente queste contestazioni (non dico ragionevoli ... ma sacrosante) alla "Casta" più corrotta, privilegiata e incompetente d'Europa stanno aumentando sempre più, perchè la gente è veramente stanca di essere presa in giro da loro.
In particolare citerò due episodi.
Il primo è la contestazione di Piero Ricca e molte altre persone a Fassino, Violante e Bonelli, i quali hanno dato vita a un dibattito "pubblico", coordinato (per modo di dire) da Floris, che come al solito ha fatto sempre le solite domande soft.
Alla fine la gente in sala si aspettava giustamente di fare qualche domanda (altrimente avrebbe guardato Ballarò in tv e non sarebbe andata lì a perdere tempo) ma ciò non è stato possibile perchè gli "onorevoli" dovevano andar via. E a quel punto sono partiti i meritatissimi insulti.
Il secondo ha visto come protagonista Berlusconi, a cui sono state lanciate delle uova (succede anche ad un pollo come lui), perchè la gente non ha più monetine in tasca. Immediata è arrivata la solidarietà del paraculo di D'Alema che non è migliore dell'ex-Premier nano. Questa è la prova che i membri della "Casta" si autoproteggono a vicenda e non vogliono abbandonare alcun privilegio feudale.
Spero che arriverà il momento in cui pagheranno anche loro e li prenderemo a calci in culo.
Certo che se i giornalisti facessero il loro dovere questo processo sarebbe molto più veloce

1 commento:

Anonimo ha detto...

«Delle due l’una». O Beppe Grillo «non sa contare oppure, se sa contare, è chiaramente in malafede». Criticare l’eroe della blogosfera nazionale non è facile. Ma Michele Tiraboschi, esperto di diritto del lavoro comparato, non se l’è sentita di non replicare all’introduzione del libro Schiavi moderni. La versione on line della raccolta di testimonianze dal mondo del lavoro è uscita qualche settimana fa, ma il comico genovese ha rimesso l’introduzione nella prima pagina del suo sito (www.beppegrillo.it) proprio nel giorno in cui nei giornali c’era la cronaca della manifestazione dell’Aquila a favore dei Brigatisti rossi in prigione, compresa Nadia Lioce, la Br accusata, tra gli altri, dell’omicidio di Marco Biagi. E questa «curiosa coincidenza» ha convinto il professore, che ha preso il testimone degli studi di Biagi, a replicare.
Grillo aveva definito la legge scritta dal giuslavorista ucciso dalle Br una «moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori. Prima non c’era, adesso c’è». Ha trasformato «il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato a progetto per poter applicare la legge Biagi e creare schiavi moderni». Tiraboschi ha replicato che le testimonianze del libro sono spesso situazioni «di disagio vero», ma poi «in modo del tutto sbrigativo e scorretto» Grillo conclude che tutto è colpa della Legge Biagi. Tiraboschi nella lettera scende nel merito e cita un paio di esempio riportati da Grillo per dimostrare la tesi della riforma-peste bubbonica. C’è un ragazzo che descrive le sue peripezie iniziate nel ’94, nove anni prima dell’entrata in vigore della Biagi (e qui l’accusa di non saper contare). C’è un affezionato del blog che parla della ragazza che lavora gratis nella pubblica amministrazione «con la promessa di avere un contratto Biagi». Quando la Biagi non si applica al pubblico impiego. «Forse il ragazzo non lo sa, ma il Tribuno del popolo dovrebbe saperlo».