giovedì, giugno 14, 2007

La colpa è sempre dei giudici

Salve ragazzi, io non vorrei parlare più di politica ma in questi giorni come si fa a non parlarne?
Lo farò ma molto brevemente.
Oggi la Lega Nord ha inscenato una buffonata (degna del partito) nel Parlamento e mi chiedo perchè nessuno abbia chiesto l'intervento della Polizia. Come mai le Forze dell'ordine intervengono in modo tanto brutale e risoluto contro chi vicino casa sua non vuole (e lo credo bene) inceneritori, TAV, basi americane e altre porcherie simili e poi non interviene quando qualcuno oltraggia il Parlamento in modo così irriguardoso?
Comunque questo è veramente nulla al confronto delle intercettazioni telefoniche che hanno visto come protagonisti D'alema, Fassino e altri (di sinistra), nel caso Unipol. Conoscevo la vicenda ed è talmente intricata che l'ho rimossa dalla mente. In estrema sintesi, questi politici di merda, in combutta con Fazio, cercavano di far sì che una banca piccola (italiana) comprasse (a debito naturalmente) una banca più grande (anch'essa italina) a discapito degli stranieri. Direte voi:"E che c'è di male?"
C'è che gli stranieri avevano i soldi, mentre gli italiani erano un gruppo di imprenditori fallimentari e senza scrupoli (vedi Consorte, Gnutti e Ricucci) che non cacciavano una lira e rischiavano di mandare in mutande migliaia di piccoli risparmiatori (della banca piccola).
E D'Alema cosa dice? Che le intercettazioni non dovevano uscire fuori (parole molto simili a quelle di Berlusconi). Mastella invece (che sia stramaledettissimo per l'eternità), sta pensando di mandare gli ispettori ministeriali per controllare l'operato dei giudici che indagano su Unipol.
La colpa è sempre dei giudici, cari amici, che ieri erano toghe rosse e oggi sono toghe nere. Allora lo capite che non esistono più destra e sinistra o continuerete ad ascoltarli?
Notate anche la perspicacia del nostro ministro degli esteri. Diceva al telefono (credo a Consorte ma non ne sono sicurissimo perchè non seguo la vicenda con continuità):"stai attento alle intercettazioni telefoniche". E lo diceva al telefono.
Che coglione! E qualcuno lo voleva Presidente della Repubblica ...

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