mercoledì, luglio 25, 2007

Paolo Rossi da vicino

Salve a tutti amici, come vanno le ferie, per chi è già in ferie? Il blog non andrà in vacanza, almeno spero.
Dai commenti vedo c'è chi ancora ammira e difende il nano, con argomenti un pochino grossolani e da ciò capisco uno dei probabili motivi per cui l'Italia è in queste condizioni: perchè il popolo (o almeno una parte) merita questo.
Sinceramente non credo che lui paghi tutte queste tasse, anzi penso che le evada con molta facilità (una prova sono i condoni fiscali che ha fatto in passato, di cui ha usufruito egli stesso).
Non so come sarebbe l'Italia se cene fossero 5 come lui (è bastato lui a rovinarla)... probabilmente sarebbe un cesso 5 volte peggiore.
Non voglio nemmeno pensarci e non voglio parlarne ulteriormente.
Vorrei raccontarvi, invece, dello spettacolo di un grande comico italiano, spesso e (non)volentieri censurato nelle televisioni italiane, che ho ammirato dal vivo sabato scorso: Paolo Rossi.
Devo ammettere che non segue troppi fili logici, al contrario di Beppe Grillo, ma improvvisa molto ed interagisce col pubblico. E' stato uno spettacolo molto esilarante ed il momento più divertente secondo me è stato quando ha fatto il pezzo "la cocaina al Ministero", prendendo in giro l'ipocrisia della Casta, che fa leggi severe antidroga e poi la utilizza in quantità "quasi colombiane".
Poi ha fatto una rappresentazione satirica dei misteri italiani (sanguinosi) paragonando l'Italia ad un condominio il cui amministratore era un tale Andrea Giuliotti.
Ha detto:"O lei sapeva tutte queste cose ed è perciò colpevole oppure, se non le sapeva, ... ha portato un sacco di sfiga".
Grande Paolo, speriamo di vederti di più in televisione, alla faccia del nano censore e di tutti i suoi servi.

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