Salve a tutti amici teleblogatori, spero che la vostra estate stia andando bene, anzi benissimo.
Vorrei citare le parole dette pochi giorni fa dal fratello di Poalo Borsellino e poi le stronzate dette da Bossi su Garibaldi (non si offenda il signor Borsellino per questo accostamento ma è casuale).
Sono parole durissime quello che Salvatore Borsellino ha scritto in una lettera aperta. "E' ora di smetterla di piangere per Paolo, é ora di finirla con le commemorazioni, fatte spesso da chi ha contribuito a farlo morire - si legge nel documento - è l'ora, invece, di dimenticare le lacrime, é l'ora di lottare per Paolo, lottare fino a che Paolo e i suoi ragazzi non saranno vendicati".
Questo, amici, è il simbolo dell'ipocrisia dei rappresentanti di uno Stato ingrato e assassino, che non esita a far uccidere chi ha dedicato la vita a migliorarlo e liberarlo dalla mafia. In molti, da vivo, lo hanno crocifisso per il solo fatto che aveva il torto di fare il suo dovere con abnegazione e senza paura, per poi piangerlo ipocritamente da morto.
Io sono d'accordo col signor Salvatore quando dice che chi lo piange probabilmente lo ha fatto morire e credo inoltre che la Seconda Repubblica ha nei suoi più illustri rappresentanti proprio i mandanti occulti delle stragi.
Almeno evitino di fare la sceneggiata ad ogni suo anniversario, fanno più figura.
Quanto a Bossi vorrei dire riproporre solo queste breve frase:"Con la Padania - ha affermato il leader delle camicie Verdi - non sarebbero arrivati né spagnoli, né francesi, né gentaglia come i Savoia e né stronzi come Garibaldi".
Adesso se lui può offendere Garibaldi e rimanere impunito, io posso offendere lui e quel branco di ubbriaconi razzisti dei suoi "colleghi di partito", di verde vestiti.
Evidentemente (e sfortunatamente)la malattia che ha avuto non gli ha fatto perdere la voce e lui continua indisturbato ha sparare cazzate.
Se Garibaldi è stato "uno stronzo", allora non ci sono parole per definire lui e il suo green team. Io proverei con figli di puttana.
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