martedì, settembre 23, 2008

Roberto Saviano

Ciao a tutti miei cari teleblogatori, eccomi di ritorno, dopo un piccolo sonno.
Oggi vorrei fare gli auguri di Buon Compleanno (è stato il 22,adesso è passata la mezzanotte quindi sono in ritardo) ad un giornalista immenso, Roberto Saviano.
Di lui quel verme schifoso di Fede ha detto che si è fatto una grande pubblicità con il suo libro "Gomorra" (che ho visto con sommo piacere anche in Finlandia e in Svezia, tradotto rispettivamente in Finlandese e in Svedese), guadagnando molti soldi. Ha poi aggiunto che lui vive sotto scorta da una vita e non può uscire perché tutti lo conoscono.
La realtà, naturalmente, è diversa. Da un lato c'è un ragazzo di 26 anni, un giornalista, che da sa di dover vivere per il resto della sua vita sotto scorta, assieme alla sua famiglia. Uno che non ha avuto paura di denunciare e far conoscere a quasi tutto il mondo la ferocia di una cosca senza scrupoli, quella dei Casalesi.
Dall'altro lato c'è, come ho detto prima, un verme schifoso che tutto il giorno non fa altro che leccare il culo al suo padrone, di cui ho già parlato abbastanza.
Ieri Roberto Saviano ha scritto una lettera meravigliosa su Repubblica, in cui parla di un gruppo di camorristi. Ne cita nomi e cognomi (in tutto parla di 7-8 persone), dice che sono uomini normali e che anche loro hanno un anima ... o forse no.
Dice che sono un branco di vigliacchi, che non si scontrano mai contro altre persone armate, che non sanno nemmeno sparare (infatti ogni volta che devono ammazzare qualcuno scaricano interi caricatori di colpi), e che prima di sparare si riempiono di coca e di super alcolici.
E' gente che spara e non si cura minimamente del fatto che ci sono innocenti in giro, anzi spesso sono più gli innocenti a morire che altri animali come loro.
Oltre a questo, fa una specie di critica al popolo campano che non ama la sua terra e non ha il suo stesso coraggio. Io personalmente vorrei averne un decimo.
E parla delle istituzioni che non si sa mai cosa aspettino prima di intervenire e sbattere in galera a vita queste bestie.
faccio i miei migliori auguri a Roberto Saviano, sapendo che se tutti i giornalisti italiani fossero come lui, non saremmo il cesso di Paese che siamo diventati e che fa ridere il mondo.

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