Buonasera a tutti, amici e amiche (qualcuna ci sarà pure) che seguono il blog.
Oggi vorrei parlare di un ministro, Giuliano Amato, colui che l'estate scorsa ha firmato l'indulto per poi affermare, dopo qualche mese dal "misfatto", di averlo fatto "con sofferenza". Caro ministro dell'Interno, il pentimento in questo caso è un po' troppo tardivo. Era così difficile prevedere che liberare 30 mila delinquenti dalle carceri non avrebbe fatto che peggiorare la situazione in Italia?
Caspita, persino io lo avevo intuito! Possibile che nessuno di questi politici (che dovrebbero essere molto più intelligenti e competenti di me) se ne fosse accorto?
Amici, dal blog di Beppe Grillo, ho appreso che pochi, giorni fa, Amato si è recato a Palermo per l'anniversario della strage di Capaci ed ha avuto un battibecco con uno studente, Francesco Cipriano. Ecco il dialogo(preso dal blog di Beppe), giudicate voi:
'Le do un suggerimento signor ministro -ha detto Francesco Cipriano- quando torna a Roma dica ai suoi colleghi che qui, a Palermo c'e' la mafia'. E ancora: 'nell'antimafia metteteci il cuore, lo stomaco, metteteci le palle'.
Immediata la replica del ministro Giuliano Amato: 'non mi e' piaciuto affatto il tuo intervento sa gia' di 'capo populista'. Esprimi in modo unilaterale, retorico, emotivo, senza lasciare spazio per l'interlocutore, un sentimento giusto che e' diffuso, ma senza ragionarci sopra e' un pericoloso esercizio che e' velenoso per la democrazia'.
Parlando dei 25 parlamentari condannati, Amato ha sottolineato: 'ho il coraggio di risponderti che devo distinguere tra condanne e condanne, ci possono essere condanne per reati minori che permettono, una volta scontata la pena, la piena riabilitazione, mentre altre condanne non portano alla riabilitazione. Se non fai questa distinzione, diventi un giustizialista ingiusto'.
Nel suo intervento lo studente ha citato il blog di Beppe Grillo. 'Queste cose non le impariamo dai libri -ha denunciato- ma siamo costretti a ricorrere ad Internet'.
E Amato: 'Grillo fa come te. Sono convinto che servono i Grillo ma non e' detto che siano la bocca della verita'. E poi ha replicato ancora a muso duro: 'non puoi dire a me e al governo 'quando torna a Roma dica che qui c'e' la mafia. Noi lo sappiamo bene, facciamo parte di uno schieramento politico al quale la lotta alla mafia deve molto. Io ti potrei rispondere, ricordalo a quelli di Palermo che qui c'e' la mafia. Anche tu hai qui delle istituzioni. Quindi, non creare questo conflitto tra l'Isola e il continente, in questo modo usi stilemi tipici del populismo isolano.
Se hai questa passione utilizzala per una battaglia democratica e non certo populista'.
Ecco l'arroganza delle istituzioni nei confronti dei semplici cittadini che hanno il torto di fare domande non concordate, come fa il giornalista servo di turno.
Siamo passati da "Lo Stato deve convevere con la mafia" (testuali parole dell'ex ministro Lunardi) a queste stronzate di Amato che si commentano da sole. C'è molta differenza? Pare proprio di no.
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