Ragazzi, oggi vorrei parlare ancora una volta di televisione, ma non della TV spazzatura (non voglio solo criticare) ma degli artisti che non possono più farne parte per via di una censura degna del peggior regime dittatoriale. Parlo soprattutto di artisti satirici, quali i mitici Paolo Rossi, Luttazzi, i Guzzanti e Beppe Grillo.
Luttazzi è veramente un grande. Se l'esaurimento avesse una faccia, sarebbe certamente la sua. Pensate che ha deciso di chiudere il suo blog perchè andava troppo bene e "siccome la satira è sempre contro il potere, ha deciso di contrastare anche il potere della satira". Sembra una stronzata ma per me è indice di grande coerenza.
Paolo Rossi invece è relegato a qualche apparizione molto breve nel programma di Fazio, ed è un peccato per un artista del genere. Sinceramente a me fa morire dal ridere soprattutto per il suo strano modo di gesticolare.
Quanto a Beppe Grillo, ci sarebbe troppo da dire, è il mio preferito (ed il comico italiano più amato in assoluto) ed è un pluricensurato. All'estero va in tutte le televisioni, gli danno premi e lo invitano dappertutto e qua non riesce a fare un'apparizione in televisione (farebbe minimo quei 17 milioni di ascolti). Lui non è solo un uomo di satira, ma è in un certo senso più attivo nel sociale. Ricordate le pubblicità sui numeri 144 (sponsorizzati nelle reti Mediaset del "liberale" Berlusconi)che moltissime famiglie hanno rovinato? Come mai non si vedono più? Le ha smascherate lui e ne ha parlato nella sua (credo) ultima apparizione in TV.
Ora, la censura in TV in Italia c'è da molto tempo, ma in questi anni dove dilaga il berlusconismo (di destra e sinistra), è davvero vergognosa. Disse(più o meno) il "liberale":"Questi qui hanno fatto un uso criminoso della TV pubblica(e promuovere 24 ore su 24 il 144 era un uso eticamente corretto?), pagata con i soldi dei contribuenti, ed il Presidente del Consiglio ha il dovere di evitare che ciò avvenga ancora in futuro".
A parte che non riesco a capire che diritto abbia il Premier di cacciare chiunque dalla Rai e da quale articolo della Costituzione riceva questa auorità; proprio perchè la Rai è "pubblica"com'è possibile che un solo uomo (perdippiù nano) decida chi può lavorarci e chi no?
Se poi questo individuo è anche il Presidente di un'azienda concorrente alla Rai, allora chi non è cieco nota che il conflitto d'interessi non è una gran cazzata, ma è molto evidente.
Se uno non ti fa ridere puoi sempre cambiare canale. Per esempio a me la Guzzanti non piace moltissimo (meglio il fratello) ma ha lo stesso il diritto di esprimere la propria opinione nella TV pubblica.
La cosa strana è che la verità (o qualche verità perchè non esiste la verità in assoluto) in Italia la dicono i comici (quando e dove possono) e non i politici.
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